La rivoluzione è nel respiro

Piacerebbe anche a me esprimermi sul discorso di fine d’anno del nostro Presidente Napolitano. Ma… Chi sarei per farlo? A chi interessano dei pensieri così distanti? La rivoluzione, per chi ci crede, passa attraverso lo spazio che consumiamo col nostro sguardo e col nostro respiro. Persino un miliardario come Berlusconi ha fallito nel suo malevolo intento. Persino un carismatico come Cristo che di gente, nei millenni, ne ha convinta, ha perduto: il suo pensiero è stato talmente stravolto che, forse, egli avrebbe preferito che di lui la gente si scordasse. E’ attorno a noi che possiamo “operare”. E’ con la nostra azione quotidiana che possiamo permetterci il lusso di dire: “questo sono io”, “questo è quello che penso, quello in cui credo”. Poi, se ciascuno di noi avrà messo del suo per trasformare il proprio ambiente, ci si potrà unire, in rete, in condivisione, in concatenazione, per trasformare territori più ampi. Al momento, quindi, l’unica rivoluzione in cui credo è quella che ho attorno. Nello spazio di un respiro, appunto.

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