Nardò, citta dell’accoglienza

Estate 2013. Sembra incredibile, ma… ci risiamo! Dopo Yvan Sagnet, dopo i processi penali e mediatici, dopo le autocelebrazioni sul tema dell’accoglienza, ci risiamo! Centinai di ragazzi di origine africana sono a Nardò, con i loro permessi di soggiorno, con i loro libretti di lavoro, con il carico di contributi INPS versati per saldare i pensionati italiani e dei quali non vedranno nemmeno le briciole; questi ragazzi sono qui per cercare lavoro. Sono qui per raccogliere angurie geneticamente modificate di cui qualcuno si fa persino vanto. Dormono sotto gli alberi di ulivo, in aperta campagna; qualcuno di loro ha ricevuto dalla Caritas qualche coperta, del cibo, la possibilità di essere ascoltati in quanto esseri umani. Niente docce e niente acqua corrente. Adam, etiope, è un rifugiato politico. Secondo la legge italiana, Adam avrebbe diritto ad essere protetto ed ospitato in un centro adatto ma, si sa, le risorse sono inesistenti. “L’Italia ha l’obbligo di assicurare ai richiedenti asilo un’adeguata accoglienza, finalizzata a garantire un livello di vita dignitoso e condizioni di vita analoghe in tutti gli Stati membri”, recita la legge. Bene, Adam dorme sotto un albero e, oltre al danno la beffa, nessuno gli propone contratti di lavoro, stante il suo status di rifugiato politico. Abdel e Muhammad, tunisini, ci raccontano di come il proprio paese abbia accolto i profughi libici della recente guerra civile libica del 2011. Nessuno, tra i milioni (non centinaia) di profughi, ha dormito per terra! A Nardò, in Italia, questo accade. Questi migranti africani non pretendono nulla, ma riflettono con noi sui principi della “democrazia globale”, quei principi per cui le popolazioni turche e brasiliane si stanno mobilitando. A Nardò si dorme. Sindaco in testa. Il quale, però, dorme tra lenzuola fresche e profumate. I migranti no. Loro dormono per terra, nonostante da tempo si sapesse che sarebbero arrivati per raccogliere le angurie. Non ci meravigliamo, poi, se in questo grande vuoto delle istituzioni, la situazione tra I migranti diventi incandescente… Questa politica riesce a trasformare in emergenza situazioni note da anni… Che tristezza, signor Sindaco.