Sportiva-mente

DIstrazione

Qualche giorno fa ho salutato un amico. Per l’ultima volta. Alla fine del rito religioso in centinaia abbiamo battuto le mani; probabilmente per scaldare il cuore dei familiari. Probabilmente per dire grazie per tutto ciò che egli ha fatto, in vita, per ciascuno di noi. Quando muore un altruista, muore un eroe. Antonello era uno sportivo, un membro del Coni. Quando mi illustrava le sue idee per la sua città, la sua passione diventava liquido in cui potevi immergerti. Personalmente ho un gran bel rapporto con la morte, nel senso che non mi resta il vuoto per l’assenza. Questa volta, però, provo una netta sensazione di incompiutezza. Antonello era un uomo valido, onesto, intelligente. Aveva delle idee buone, grandi ma realizzabili. Aveva chiara la dimensione dello sport per i ragazzi. E’ rimbalzato, povero amico, come la pallina di un flipper, tra delusioni e contrasti, rifiuti ed inganni. La mia riflessione, oggi, è questa: è mai possibile che tanti di noi sprechino la vita per inseguire amorali obiettivi (che hanno la caducità di una foglia in autunno)? In questa dissennata società accade perfino che vengano ignorate le sane istanze di quelle poche persone che hanno deciso di tracciare un preciso disegno, nella propria vita. Antonello aveva questo disegno; si è affacciato nelle tante segreterie dei partiti, dai quali ne è uscito con la nausea. Di recente ha frequentato, nonstante la malattia, le riunioni degli attivisti a 5 stelle di Porto Cesareo. Per quello che mi è stato dato di conoscere, Antonello non aveva molta fiducia nelle iniziative politiche. Ha accostato i suoi amici cesarini perché li conosceva e li riconosceva come idealisti; a loro ha voluto regalare i residui della sua energia vitale. A noi che restiamo in piedi ha lasciato la sua eredità. Non sprechiamo le nostre vite: disegniamo un progetto e realizziamolo. Sentiremo la presenza di Antonello e ne vedremo ancora il sorriso quando, in questo sperduto e spergiuro Sud, si porranno le fondamenta di una piscina, di un palazzetto. Nell’eco degli strilli dei ragazzini sentiremo la sua ormai flebile voce.

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Ho ancora il vi…

DIstrazione

Ho ancora il vizio. Quello di voler spalmare la mia anima sui bianchi fogli virtuali di un monitor. Lo faccio per me e per quanti, come me, hanno il piacere e la necessità di guardarsi dentro e ascoltare il “dentro sé” degli altri. Per il momento ho fatto i passi necessari per registrare questo dominio, come 7 anni fa. Rispetto ad allora tante cose sono cambiate. Io stesso sono cambiato. Vorrei ragionare sul nostro presente, sulla realtà oggettiva delle cose. Perché la realtà esiste. Come la verità.